Lei che nelle foto non sorrideva, il libro – recensione

Non gli dirò che lui è stato il primo con cui ho fatto l’amore e mi sembrava perfetto, ma che quelli dopo di lui l’hanno fatto meglio, però me li sto già dimenticando. Non gli dirò che non ho mai più chiamato un taxi in vita mia, dopo quella sera insieme, per paura che mi capitasse il suo. Non gli dirò che Ester l’ho lasciata morire, ma è come se l’avessimo uccisa noi due insieme. Dirò solo guardando la falsa foto di Ester, mentre lui guarderà altrove: “Le è successo quello che succede agli anarchici. Vengono suicidati da qualcun altro.”

Lei_che_nelle_foto_non_sorridevaQuesto uno dei passi de Lei che nelle foto non sorrideva. Intrigante, anche se visto così sembra si stia parlando di un evento importante, forse uno di quei polpettoni che raccontano un certo periodo storico, condito da sentimentalismi nostalgici che fan cadere la lacrima a qualche vecchietto, ed invece no. Questo è un libro di inezie, inezie importanti, che riguardano tutti: l’animo umano.

L’autrice bolognese, Cinzia Bomoll, con un linguaggio diretto, a tratti tagliente, “vero”, ci racconta il forte e profondo legame che tiene unite due sorelle gemelle, tanto simili quanto diverse, e che a tratti si compenetrano e sono una la continuazione dell’altra. Da una parte c’è lei: Alice, bionda, con i capelli corti, molto riflessiva, profonda, pragmatica, e che appare sempre stoica e forte; dall’altra c’è Ester, con il suo look dark, ed i lunghi capelli neri, che sfugge da tutti, a se stessa, e a volte pare fragile come un vaso di cristallo.

La storia è ambientata negli anni 90 tra i colli bolognesi, ed Ester e Alice sono figlie di un padre che ha sicuramente meno sensibilità dei maiali di cui si occupa: maiali che piangono disperatamente quando la tensione in casa sale, ed i cui lamenti disturbano la moglie psicopatica che si consola con l’alchermes stipato nella dispensa della cucina, che vive rinchiusa ovattata da psicofarmaci e quiz televisivi, e la cui preoccupazione principale pare sia la preparazione dei tortellini la domenica.

Bomoll

Cinzia Bomoll (Bologna, 21 settembre 1979), autrice del libro

Le colonne sonore di questo scenario sono lasciate in mano ai Sex pistols, i Clash, i CCCP, i Placebo ed i Nirvana, che stridono con la musica classica che accompagnano la figura di Alberto, che sarà anche il personaggio chiave, punto di rottura che dividerà le gemelle. I colori che ti immagini vanno dai più tenui e smorti a quelli più forti e di impatto visivo, come il nero, il fucsia, il leopardato, ed il rosso del sangue di Ester, che inscena il suo suicidio, in continuazione, per essere salvata dalla sorella gemella. La stessa cosa accade con le scene che vengono narrate: da situazioni di ordinaria noia, in cui ci si è trovato chiunque abbia vissuto in un piccolo paesino, in cui c’è qualche baretto maleodorante, frequentato da gente discutibile, a scene grottesche, ed a volte inconcepibili, come quella in cui Alice decide di togliersi il peso della verginità con il tubetto del dentifricio, stesa sul pavimento del bagno ascoltando Rape me.

073530b386c2855c25bab76acae05c1eMa sia che venga raccontata la cosa più banale del mondo che la cosa più trash, intensa e a tratti crudele, tu, lettore, stai immerso nella narrazione e ti leggi tutte e cento le pagine d’un fiato, riafferrando il filo conduttore, quando si cambia capo d’abbigliamento: infatti c’è Alice che ricostruisce la vita con la sorella, partendo da ciò che le ricordano alcuni vestiti.

L’elemento chiave che ho visto in questo libro, è quello dell’esistenza di parti contrastanti che convivono nel nostro essere, ma che proprio, per il loro trovarsi agli antipodi, ci tengono integri, e spesso ci mantengono vivi. Solo che a volte, però, devi trovarti a fare una scelta, e per poter prendere una strada, una parte di te devi sopprimerla. Anche se qualcosa di ciò che uccidi, rimarrà dentro di te, sempre e comunque, forse solo cambiato, forse solo là che ti attende in un angolo. Forse un po’ più addomesticato, sopito, ma che ha lasciato un solco profondo, e ti ricorda il perchè di ciò che sei, nel qui ed ora.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: