Italiano Medio, il film – tra psicoanalisi e risate amare.

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER.

36121Ebbene, dopo tanti momenti in cui la critica, le illazioni, opinioni di esperti che parlano e scrivono senza aver visto il film mi hanno scoraggiato, alla fine, finalmente, ho visto anche io Italiano Medio, film di Maccio Capatonda. Per raccontarvelo vi dovrò spoilerare alcune cose sulla trama (ma che in realtà si intravedono anche nel trailer e nel finto trailer a cui si è ispirato il film) e tirare in ballo la madre della psicanalisi, ovvero, lo psicanalista (ed anche pedagogista) ungherese Sandor Ferenczi.

Partiamo dal principio e con ordine: il film nasce da uno sketch televisivo di Maccio che era un finto trailer di un film improbabile. Il personaggio è lo stesso, solo più “caratterizzato”. Qui devo tirare in ballo Ferenczi e la sua teoria del trauma: Giulio Verme, oltre ad essere concepito per un motivo futile, viene abbandonato a se stesso fin da piccolo a causa della televisione commerciale che ha ipnotizzato i suoi genitori. Un trauma, questo, a cui Giulio risponde diventando quello che Ferenczi chiama wise baby, ossia il poppante saggio, prendendosi il compito di salvare i genitori inebetiti, facendo un salto di crescita e di maturità improvvisa che lo sconvolge. Tutto ciò non giova al suo inconscio: questa infanzia negata, abusata, lo costringe a frammentare le parti del suo Io ed a tenere buone ed in vita quelle che lo fanno diventare un represso, impaurito, ansioso, incallito ambientalista e “cittadino modello”. Forse troppo, se ti trovi in Italia.

Infatti rimane comunque un povero sfigato inascoltato che si eccita solo leggendo il protocollo di Kyoto e che mangia semi, abbracciando il veganesimo estremo: inascoltato e deriso da mezzo mondo, vive in un paese di lobotomizzati da social media e reality show, almeno fino a quando non incontra il suo vecchio compagno di scuola Alfonso Scarabocchi che gli proporrà una soluzione rapida alla sua sofferenza e le sue ansie.

ItalianoMedio(film)

Quello che avviene dopo è una vera e propria scissione della personalità creando un moderno mito del dottor Jekyll e mister Hyde. Tirando in causa Ferenczi si potrebbe ipotizzare un intervento di Orpha (una essenza soprannaturale) che tra il dolore insopportabile e l’ansia che avvince Giulio Verme lo aiuta a salvarsi dalla discesa nel ventre materno, e quindi la morte, portandolo alla follia. La vera salvezza però avverrà solo dopo che Giulio Verme farà i conti con il suo trauma irrisolto della sua infanzia.

1422976117_italiano-medio-maccio-capatonda-cervello_628Il film è diretto in maniera impeccabile, la sceneggiatura ha davvero pochi punti deboli, perché fino alla fine è difficile capire dove si arriverà. Non ci sono punti morti e qualsiasi personaggio tirato in ballo non può non strappare una risata (amara). Maccio Capatonda ricorda tantissimo un altro regista-attore che ha sconvolto mezzo mondo con la sua comicità politically uncorrect: Sacha Baron Cohen. I punti in comune tra Ali-G, Borat, Il Dittatore e questo nostro Italiano Medio sono decisamente tanti, ed anche le biografie dei due attori/registi sono quasi parallele: entrambi partiti dal piccolo schermo, con tutti i loro personaggi fanno il salto nel grande schermo portando la loro visione amara di una società schizofrenica e malata di se stessa.

I luoghi comuni sono più reali di quanto sembra, ed Italiano Medio li rappresenta quasi tutti con personaggi scanzonati, non troppo artefatti, ed anzi molto genuini e senza impostazioni da grande recitazione. Tutto è il più naturale possibile. In soldoni: andare a vedere questo film o no? Beh, se vi piace il genere (ho citato Baron Cohen mica a caso, eh!) correte subito perché ne vale la pena. Se non vi piace, ma conoscete Maccio Capatonda solo per i suoi improbabili sketch di Mai Dire allora scoprirete nuove forme di Maccio. Se siete dei fan sfegatatati della sua serie Mario e magari avete ucciso pur di arrivare a casa e non perdervi una puntata, beh, è l’occasione giusta per rilassarvi e godervi il vostro Maccio senza aspettare la prossima puntata.

Per tutti gli altri, soprattutto gli scettici che invidiano Monty Python e Baron Cohen alla terra di Albione, andate a vederlo, non capita tutti i giorni di vedere un bel film dove si “ride male”, nel senso che fa male riderci su. Voglio solo segnalare una frase che è illuminante sulla qualità e dualità della sceneggiatura: “Giulio da te sento solo scorregge, ma quand’è che farai la cacca!”.

Buona visione.

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1 commento
  1. Mi fa piacere che tu ne abbia avuto complessivamente impressioni positive, per me, invece, non è andata così. Se ti va ne ho scritto anche io una recensione, facci un salto…

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