“American Skin”: polizia e violenza razziale negli Stati Uniti

635525023318442597-EPA-USA-CLEVELAND-TAMIR-RICE-POLICE-SHOOTINGRecentemente sono balzati nelle cronache estere, provenienti dagli Stati Uniti, nomi che non ci sarebbero dovuti essere: Tamir Rice, Michael Brown, Jerame Reid, Eric Garner.

Il primo è forse il caso più agghiacciante: un ragazzino di dodici anni, che aveva con sé una pistola finta, un giocattolo anche se rassomigliante ad una vera arma, se ne stava in giro ai giardini, quando viene colpito da un proiettile all’addome, sparato da due poliziotti che lo credevano armato. Il secondo era un ragazzo di diciotto anni ucciso perché ritenuto responsabile di una rapina. Stava fuggendo, dopo un alterco con un agente di polizia che pensava di avere individuato in lui il sospettato, ed è morto con sei proiettili in corpo, sparati da quell’agente. Jerame Reid era un automobilista che aveva ignorato un segnale di stop, appena sceso dalla macchina, fermata da una pattuglia, con le mani alzate, viene colpito ed ucciso da diversi colpi esplosi dagli agenti. Infine, Eric Garner, era un uomo che vendeva sigarette di contrabbando ai bordi della strada, e dopo essere stato fermato da due agenti, muore soffocato a causa della presa di uno dei due agenti.

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Ohio, Missouri, New Jersey, New York: sono casi diversi in Stati diversi, e anche i poliziotti coinvolti sono stati giudicati in modo diverso. Mentre i casi di Tamir Rice e Jerame Reid sono più recenti e sono ancora in attesa di essere giudicati, in quelli di Michael Brown e di Eric Garner si è deciso di non incriminare l’agente implicato nelle loro morti. Ciò che accomuna questi omicidi, e tanti altri analoghi, è il fatto che le vittime fossero tutti individui neri. Il solo fatto di avere la pelle scura li ha resi, agli occhi della polizia, immediatamente colpevoli e non meritevoli del beneficio del dubbio.

imageLa reazione degli americani è stata scomposta e divisa in più ondate: alle proteste, in alcuni casi anche violente, che si sono verificate dopo gli esiti dei casi di Michael Brown ed Eric Garner, hanno fatto seguito le dichiarazioni del sindaco di New York, Bill de Blasio. De Blasio, padre di due figli avuti dalla moglie afroamericana, e di conseguenza mulatti, ha dichiarato di aver consigliato al figlio maschio di prestare molta attenzione in caso di incontri con la polizia. Questo a sua volta ha scatenato la veemente reazione della polizia, in particolare quella newyorkese, che tramite vari mezzi di comunicazione ha espresso il proprio forte disaccordo con quelle parole, nonché la ferma volontà di non appoggiare il sindaco.

Infine, come spesso purtroppo succede, il sangue ha chiamato altro sangue: Ishmael Brinsley ha deciso di vendicare le morti delle vittime dei sopracitati omicidi, con i quali non aveva peraltro alcun legame, uccidendo, sempre a New York, due poliziotti, Wenjian Liu e Rafael Ramos. Il presidente del sindacato della polizia di New York ha allora incolpato indirettamente il sindaco, responsabile delle dichiarazioni precedenti.

Il problema più grosso di questa catena d’odio è che si ripete uguale a se stessa da anni, anzi da decenni. All’inizio del liceo classico cercano di introdurti allo studio dei classici ripetendoti che sono portatori di lezioni imperiture e sempre valide. Vedi Amor vincit Omnia di Virgilio, il Carpe Diem di Orazio, e l’immortale Historia magistra vitae di Cicerone. Se ci fermiamo un attimo a riflettere su quest’ultima ci rendiamo conto che non è affatto vera. La Storia non è maestra di vita, i miei professori avevano torto, così come Cicerone, ma soprattutto: l’uomo è uno scolaro dannatamente testardo, che continua a commettere i soliti errori da matita rossa.

Policemen arrest an Occupy Wall Street movement supporter while they were marching from Zuccotti Park to Union Square to protest perceived police brutality in New York

A riprova di questo vorrei citare, oltre all’assassinio di Martin Luther King, avvenuto appena nel 1968, una canzone di Bruce Springsteen, “American Skin (41 shots)”, scritta nel 1999 in seguito all’uccisione di Amadou Diallo, uno studente ventitreenne liberiano, residente a New York. La polizia, impegnata nella ricerca di uno spacciatore, chiese al ragazzo di identificarsi. Il suo gesto di tirare fuori il portafoglio da una tasca, per mostrare i documenti, venne scambiato come il tentativo di estrarre una pistola. Finì con quarantuno colpi sparati dalla polizia, di cui diciannove andati a segno. Il tour di Springsteen di quell’anno venne boicottato in più città dalla polizia. Imperterrito, lui la suona ancora, e anzi l’ha incisa su disco per la prima volta lo scorso anno. Sono soprattutto queste parole a colpirmi ogni volta che la ascolto, per la loro capacità di fotografare la realtà così com’è: “It ain’t no secret/No secret my friend/You can get killed just for living in your American skin”.

L’odio razziale negli Stati Uniti, odio derivato solo dal fatto che qualcuno viva dentro una “pelle americana”, si ripete, tristemente uguale a se stesso, da anni. Un odio mal celato da proclami che vorrebbero rappresentare la società americana come il perfetto esempio di multiculturalità e riuscito meltin’pot. La violenza della polizia è solo l’espressione più evidente ed eclatante di un odio primitivo, ancestrale, che non siamo ancora riusciti a superare. L’unica speranza è che le bacchettate prese sulle mani inizino a sortire qualche effetto, e che lo scolaro testardo cerchi di non ripetere i suoi errori.

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1 commento
  1. Pascal_360 ha detto:

    c’è un’altra canzone sul tema : WMA dei pearl jam contenuta in VS. Le liriche sono decisamente esplicite:

    He won the lottery when he was born
    Took his mothers white breast to his tongue
    Trained like dogs, color and smell
    Walks by me to get to him
    Police man

    He won the lottery by being born
    Big hand slapped a white male ‘merican
    Do no wrong, so clean cut…
    Dirty his hands, it comes right off

    Police man

    Police stopped my brother again
    Police man

    Jesus greets me…looks just like me…
    Do no wrong, so clean cut

    Dirty his hands, it comes right off

    Police man
    Police stopped my brother again
    Police man

    Police stopped my brother again
    Police man

    All my pieces set me free…
    Human devices set me free…
    All my pieces set me free…
    Human devices set me free…

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