Del tradimento e della schiena dritta: ovvero come giocare d’astuzia ed avere un Presidente decente.

Mattarella nuovo Presidente della Repubblica Italiana, evviva il Presidente!

Si, ma nei giorni scorsi si è parlato più del come si è arrivati ad eleggerlo piuttosto che della persona in sé, concentrandosi ovviamente sul distorcere abbondantemente la realtà. Renzi, dobbiamo ammetterlo, ha giocato d’astuzia comunicando poche ore prima della votazione il nome del “suo” candidato. Spiazzando, incasinando, impanicando i suoi alleati di governo.

Innanzitutto Forza Italia e Nuovo Centro Destra (nuovo solo nel nome, eh) sono alleati di Governo con il PD per scelta loro, obbligati dal fatto che senza questa alleanza sarebbero scomparsi sotterrati dalla loro medesima incompetenza, evidenziata dalla pratica nei governi da loro formati. L’incontro che Renzi ha fatto con Berlusconi, appena formato il governo, è stato un evento storico perché ha evidenziato la sconfitta sul campo del suo avversario, ed ha allo stesso tempo mandato il messaggio che i suoi elettori saranno comunque tutelati negli interessi dall’esecutivo che lo stesso Renzi avrebbe messo in piedi. Che piaccia o no, equilibrare le parti è l’essenza della politica: tutelare gli interessi di tutti, compresi i più diversi.

RENZI PUNTA SU MATTARELLA, IL NOME RICOMPATTA IL PD

Adesso Renzi ha un Presidente della Repubblica che è un osso duro, molto più simile a Napolitano di quanto ci si possa aspettare. Inutile continuare ripetendo i millemila trafiletti biografici su Sergio Mattarella, ne avrete di sicuro gli occhi pieni. Piuttosto sarebbe interessante cercare di capire come si muoverà questo Presidente particolare.

Innanzitutto il discorso di insediamento, pronunciato poche ore fa (per chi scrive): poche parole, frasi brevi, un tono pacato, non troppo solenne, argomenti che spingono sulla “tutela di tutti” (e sottolineiamo) tutti i cittadini di ordine e grado che fanno parte dello Stato. Parole dure, anche commosse, per corrotti, criminali, terroristi, ed una sferzata all’incompetenza politica (“sarò arbitro, ma i giocatori mi aiutino”). Ed in effetti Mattarella è sempre stato così: poche parole e tanti fatti, non gli piacciono le fregnacce, piuttosto meglio vedere cosa di pratico si può fare per migliorare la vita quotidiana delle persone, come da perfetto democristiano devoto ad Aldo Moro e la frangia sinistra del partito.

Mattarella, come da costituzione, sarà uno che dirà molti “no”: inutile ricordare lo sfogo dopo l’approvazione della Legge Mammì e le conseguenti dimissioni, il no definitivo alla leva obbligatoria (“ridiamo un anno ai nostri giovani”). Se continuerà così, Renzi avrà problemi seri nel farsi firmare leggi del piffero, soprattutto quella elettorale, dato che Mattarella è stato quello che ha fatto l’ultima decente in ordine di tempo. Citiamo ad esempio quella volta che Renzi venne fermato ad un convegno del PD proprio da Mattarella, perchè si stava dilungando troppo nei suoi artifizi retorici.

Insomma siamo davanti ad un Politico, un uomo che ha perso un fratello per la mafia, che ha lottato per ripulire la DC in Sicilia dagli affiliati amici di Vito Ciancimino, che ha avuto anche grossi grattacapi durante i suoi anni da ministro (lo schifo con l’uranio impoverito usato nella guerra in Bosnia): di sicuro è un personaggio con molte zone grigie, non un santo, ma come qualsiasi politico a quei livelli. Basterà osservare e rimanere alla finestra per vedere come si comporterà una volta che l’attività parlamentare rientri nella sua attività consueta per vedere se sarà un arbitro pacificatore o che abbia un cartellino facile.

Di sicuro il fatto che sia riservato e di poche parole, in un periodo storico in cui ognuno preme per dire la propria, è un punto a suo favore. Sopratutto nel ricostruire il rapporto tra cittadini ed Istituzioni, rapporto fondamentale e basilare che è stato minato alle fondamenta dalle azioni scellerate e vergognose della classe dirigente che ha governato negli ultimi vent’anni anni. Beh, buon lavoro Presidente, e speriamo che se la cavi.

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