‎Je suis Charlie‬!

7 gennaio 2015. Parigi, oggi l’attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo: dodici i morti, compreso il direttore e tre vignettisti. Gli attentatori, armati di kalashnikov, gridavano “Allah u Akbar” e “Vendicheremo il profeta”. In questo pezzo c’è la voce degli autori di Mangiatori di Cervello e di tutti quegli altri che, spontaneamente, hanno voluto esprimere il proprio parere. Chi vuole aggiungere le sue righe di pensiero non ha che inviarcele, qualsiasi esso sia lo aggiungeremo in coda agli altri. Unitevi senza timore.

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Non mi fan paura la morte né gli attentati. Ma stasera mi sento turbato. Oggi hanno ucciso persone che come me credono che “Sarà una risata vi seppellirà”. Hanno ucciso una risata, anzi, il diritto a quella risata e allo sberleffo del Potere e chi per lui. Io voglio vivere in un mondo in cui il Potere lo si può e, anzi lo si deve, macchiettizzarlo, se ciò vine fatto con intelligenza. Senza che nessuno entri nel tuo ufficio e ti trivelli a colpi di mitra. Ho charlie hebdopaura che i Governi strumentalizzeranno l’accaduto, prendendo misure drastiche, razziste e reazionarie. Altro che anni di piombo, altro che 11/9, questo è il medioevo. Ho paura, amici miei. Baku, 30 anni, Bologna, Direttore e Creatore di Mangiatori di cervello.

Quello che è successo oggi è stato davvero assurdo. Assurdo perché un motivo non riesco a darglielo. Mi parlano di questo nemico, mi insegnano ad averne paura, ma la verità è che non ne ho la minima idea di chi e come possa essere costui. Ed in realtà non è neanche chiaro perché bisogna averne, ma così fan tutti. Neanche questo ha senso. Poi guardo diversi post su facebook, che parlano ed inveiscono contro al nemico: pare lo conoscano e tutti, alcuni scrivono cose che sembra proprio fossero là, mentre accadeva. Qua l’unica ignorante sono io. Ma ecco, l’unico post che non centra nulla diventa la chiave di volta: ha la stessa valenza dell’ultimo pezzo del puzzle da 150.000 pezzi che sembrava non potesse finire mai. Gretah, 25 anni, Milano, autrice per Mangiatori di Cervello 

In questo genere di casi la miglior scelta è il silenzio. I morti e i fatti di Parigi sono stati già strumentalizzati abbastanza e, probabilmente, se potessimo chiedere ai famigerati dodici di Charlie Hebdo, preferirebbero aver avuto salve le chiappe, piuttosto che diventare dei novelli Giordano Bruno. Il fascismo non è solo saluti romani e strani baffetti: il fascismo è (soprattutto) oppressione, soppressione e violenza sistematica. Maometto succhiamelo. Antonino, 22 anni,  Ragusa, autore per Mangiatori di Cervello

Ho visto, ho letto, ho pensato. Come da molto tempo a questa parte e come altri prima di me in altri periodi storici di fondamentalismi vari. All’epoca delle Grandi Guerre c’erano Ungaretti e Montale. Ed anche io ho i miei personali Montale ed Ungaretti. Sono anglofilo, ma per comodità vi metterò le mie personali, positive, riflessioni su ciò che è accaduto oggi tradotte in italiano: a voi trovare le citazioni. Vorrei essere un sacrificio, ma in qualche modo sopravvisuto. “Come un libro, in mezzo a tanti altri nello scaffale. Chi sta nel bunker? Prima le donne ed i bambini. Io ho visto troppo, tu non hai visto abbastanza. L’era glaciale sta arrivando”  Francesco, 32 anni, Monza, autore per Mangiatori di Cervello

Hanno scherzato col fuoco. E sempre col fuoco li hanno attaccati. Chi ha avuto più paura sono stati gli aggressori, non quelli di Hebdo, che, dopo settimane di minacce, hanno continuato imperterriti a rimanere sulla loro linea di combattimento. Ciò che più stupisce è come si risvegli la solidarietà europea, quando viene lesa una parte occidentale e come, invece, se le vittime restano nel loro territorio, se 32 donne spariscono di punto in bianco, nessuno, compresa me, o quasi, scende in piazza, con una matita in mano a gridare: basta! Benedetta, 19 anni, Modena,  autrice per Mangiatori di Cervello

Combattere per la libertà? Non credo loro pensassero di combattere in questo senso, il resto dei mezzi di informazione comunque sono riusciti a rendere due filmati amatoriali un nuovo “blair witch project”. Non bastava che tre ottusi invasati riuscissero a trovare le risorse e i mezzi per compiere una dozzina di esecuzioni, mettere in scacco metà degli sbirri parigini e alzare un vento fortissimo di intolleranza verso quei pochi religiosi (e non), ci voleva anche studio aperto che desse di che mangiare alla troupe, che fa montaggio con sotto un pezzo metal così che quel che è successo ci spaventi più in senso estetico che nel l’orrore reale. Lottiamo quindi per la libertà di rendere finzione le realtà, lottiamo per la paga dei montatori. Lorenzo, 28 anni, San Giovanni in Persiceto, autore per Mangiatori di Cervello

Mi viene davvero difficile esprimermi. L’unica cosa che si può dire è che i giornalisti (quelli veri) non vanno toccati. Mark Syenin, 16 anni, Milano, autore per Mangiatori di Cervello

E l’unica cosa a cui riesco a pensare è a Wolinski e alle sue vignette su “Cuore”. Wolinski non disegnerà mai più. Giulio, 27 anni, Bologna, autore per Mangiatore di Cervello.

Mettete le penne nei vostri cannoni. Le parole diventeranno aquiloni. La pace inizia dal basso, dal vicino. Carmela, 31 anni, Taranto, biotecnologa.

L’uomo ha sempre agognato la libertà da un lato, ma dall’altro l’ha sempre temuta. Oggi come in passato chi riesce ad essere libero, nel senso più pieno e compiuto, fa paura. Siamo davvero in grado di essere totalmente liberi? Liberi dai dogmi, dai pregiudizi, dalle convenzioni? Chi oggi ha compiuto quel gesto aveva paura della libertà, chi è morto non ne aveva, e non ne avrà mai. Veronica, 27 anni, Cagliari, studentessa.

Poter disporre delle proprie idee e propugnarle secondo i mezzi che si desiderano è un lusso che si paga anche a caro prezzo. E’ nostro compito non fare il gioco dei terroristi, non aver mai paura ma soprattutto non essere così ciechi da non voler analizzare seriamente ciò che è avvenuto, individuando le cause endogene ed esogene del problema. La Storia insegna, ascoltiamola. Neva, 41 anni, Torino, libera professionista

Io ci trovo parecchia ipocrisia in questa campagna. Parlo, naturalmente, per l’Italia, un Paese che non si sveglia per quello che succede in casa propria (due casi su tutti: in media quanti italiani conoscono nomi e soprattutto storie dei giornalisti minacciati dalle mafie? Quanti italiani conoscono la battaglia che si sta svolgendo intorno all’Ilva di Taranto?) Io conoscevo Charlie Hebdo solo per le famose vignette del 2006, ho scoperto solo ieri ad esempio la copertina di Natale, ma quanti altri oggi si sentono Charlie Hebdo perché fa figo dire “io c’ero” ad un flash mob, ad una condivisione di immaginette su facebook e poi chiuderla lì? Andrea, 28 anni, Prato, giornalista freelance

Sono stata tanto sul tg stasera per vedere la devastazione che han creato quei pezzenti a Parigi. Ci scriverei un libro sul disprezzo e l’orrore che provo, per la pietà che per un certo senso mi fanno per la vita che vivono, senza amore e passione. L’unica loro ragione di vita è distruggere per conquistare, cosa poi? Una nuova terra il cui popolo da sterminare e sottomettere? Spargere sangue per un valore puro come la libertà d’espressione va oltre la volontà di conquistare un territorio. É il fanatismo che porta tutti alla rovina, che a sua volta deriva dall’ignoranza. E se qualcuno pensa che sia la religione la causa di tutto: béh si sbaglia di grosso, perché l’unico vero omicida è l’uomo stesso. Julia, 18 anni, Forte dei marmi, studentessa

La differenza tra un essere umano e un animale, è l’ironia. Sopratutto quella sulle proprie certezze. Traete voi le conclusioni. Giovanna, 50 anni, amministrativo sanità

Nelle tre culture monoteistiche che caratterizzato la storia del Mediterraneo da un po di millenni a questa parte sono presenti delle estremizzazioni, chiamatele come vogliate: antisemitismo, sionismo, integralismo. Lo scontro deve essere nella propria cultura contro ogni forma di estremismo violento, e non tra culture. Antonio, 31 anni, Bologna, libero pensatore

Rivendicheremo ogni insulto verso i nostri fratelli offesi da questi francesi puzzoni e inutili. Verremo a purificare voi occidentali con la benzina.
Mister Napalm, 28 anni, Catania, animatore 3d e troll

“Fino a qui tutto bene? Fino a qui tutto bene?” Chi sono? Io non sono Charlie, io non sono musulmano, io non sono cristiano, io non sono bianco, io non sono nero, io non sono italiano, io non sono francese, io non sono in tutto questo. “Chi è soltanto la forma conseguente alla funzione, ma ciò che sono è un uomo”.  Chiedo solamente che all’odio non si risponda con altrettanto odio. Gian Luca Pilia, 21 anni, Parigi, Studente.

E comunque che botta di culo pazzesca che ha avuto il signor Bompiani, editore italiano di “Sottomissione” di Houellebecq. Stai a vedere che i due attentatori fanno parte del suo ufficio marketing. Andrea Ferraro, Anni 22, “in fase di trasloco”, responsabile comunicazione.

Mi sento sempre un pò frustrato quando leggo commenti di alcuni perbenisti che si riempiono la bocca di integrazione o nazional-socialismo e poi non alzano il culo per andare a buttare la spazzatura a casa della nonna. Il peggior male della mia generazione sono i trentenni, molli flaccidi ed immotivati. Antonio Russo, 33 anni, Pavia, Allevatore.

Oggi a scuola abbiamo tenuto un minuto di silenzio, anzi quasi 10 per rispetto a cosa successo ieri. Questi bambini ieri sono stati inondati di immagini, hanno avuto paura e nel giro di poche ore sono diventati adulti. Quelli che mi erano in piedi davanti questa mattina erano piccoli adulti che in un giorno solo hanno ben compreso come funziona il mondo. Per quanto noi vorremmo preservare la loro innocenza bisogna che lo prepariamo ad affrontare la violenza e l’odio. Come educatori il nostro compito adesso è quello di evitare che questo episodio venga strumentalizzato e provochi altro odio. Meg, 24 anni, Parigi, educatrice. 

Io sono Charlie. Io sono musulmano. Ma io non sono Salvini. Riti Valente, 26 anni, Milano, stagista.

La storia umana è un lungo campo di croci, in anni di storia, siamo ancora convinti che la violenza possa fermare la violenza. Ognuno pensa di uccidere per la propria libertà. Non resterà nessuno di noi. Ci sarà sempre un morto da vendicare. Decine di conflitti in giro per il mondo in nome di questo principio. Migliaia di morti, il genocidio umano. E io sono qui e non capisco. Alcuni hanno pensato che si potesse usare la satira per far capire quanto il mondo ci stia sfuggendo di mano. Purtroppo non ha funzionato. E non funziona perché c’è ancora gente che mette in giro la voce che un’idea si possa imporre. La gente nasce libera, è una cosa che dovremmo ricordare tutti. Danilo Congiu, Roma, 27 anni, operatore call center.

La penna come arma di difesa contro la violenza del fanatismo e dei kalashnikov. Si, per cavarmi gli occhi e non vedere, non vedere la morte di 12 persone tra cui padri di famiglia trivellati dai proiettili del panico e della paura di una religione che teme più quelli che li prendono in giro che quelli che li minacciano sul serio. Ilenia Guglielmucci, 18 anni, Caserta, studente.

Se tutti gli islamici sono terroristi allora tutti i siciliani sono mafiosi, i napoletani camorristi, i tedeschi vogliono il reich, etc etc etc. Tommaso, 31 anni, Pisa, educatore cinofilo.

La penna è ancora più potente dei cannoni se portatrice di verità, ed è l’unico mezzo che abbiamo per dire la nostra, anche se poi dovremo, come è già successo, pagare col sangue il nostro coraggio. Marta Andreose, 17 anni, milano, studente di cinema e videomaker.

Non conoscevo Charlie Hebdo e non avevo intenzione di partecipare a questa campagna mediatica, e non dirò nulla sull’attentato.
Il mio sguardo si rivolge ad un aspetto che sembra essere passato in secondo piano, ma che io trovo molto più spaventoso della ferocia di questo gesto. È la gente che mi spaventa, non i terroristi, la gente e la sua reazione. La gente che dice “se la sono cercata”. La gente che dice “non si scherza con le religioni”. La gente che dice “la satira è sbagliata”. La satira non è sbagliata, non se la sono cercata e soprattutto è giusto scherzare con le religioni. Il problema non è la satira, il problema è l’intolleranza. Perché l’intolleranza reprime e soffoca. E chi dice “se la sono cercata” non è meno intollerante di chi preme il grilletto. Michael Crisafulli, 23 anni, Faenza, responsabile marketing

Je suis Charlie Hebdo, je n’ai pas peur. Sono morti 12 liberi pensatori e con essi il buon senso di tante persone che ora inneggiano all’odio razziale ed al “napalm”. Questo sì che mi spaventa, l’ignoranza delle masse mi terrorizza. Elena Novarese, 22 anni, Olbia, scenografa.

Una risata li ha seppelliti. E’ assurdo come, ancora oggi, si possa satirizzare qualsiasi cosa ma non la religione: questo concetto diventato tanto “di nicchia” pare non lo sia altrettanto nella religione musulmana. Però è giusto dare in pasto ad attempati anziani, bambine di dieci anni o meno, in moglie. E’ giusta la poligamia, la lapidazione. Tutti noi dovremmo rilassarci e ridere di più; ridere di noi stessi prima, e poi con e degli altri. Elisa, 24 anni, Londra, studentessa/supervisor.

L’ennesimo bagno di sangue causato dai bigotti con il paraocchi. Eppure si sa, le più grandi stragi della storia sono di carattere religioso, facciamoci delle domande. Alessandro, 28 anni, Cagliari, geometra.

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5 commenti
  1. Neva, 41 anni, Torino, libera professionista ha detto:

    Poter disporre delle proprie idee e propugnarle secondo i mezzi che si desiderano è un lusso che si paga anche a caro prezzo. E’ nostro compito non fare il gioco dei terroristi, non aver mai paura ma soprattutto non essere così ciechi da non voler analizzare seriamente ciò che è avvenuto, individuando le cause endogene ed esogene del problema. La Storia insegna, ascoltiamola.

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  2. Tommaso ha detto:

    se tutti gli islamici sono terroristi allora tutti i siciliani sono mafiosi, i napoletani camorristi, i tedeschi vogliono il reich…ect ect ect. #jesuischarlie Tommaso, 31 anni, Pisa, educatore cinofilo

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  3. Alessandro Padiglia ha detto:

    l’ennesimo bagno di sangue causato dai bigotti con il paraocchi… eppure si sa, le più grandi stragi della storia sono di carattere religioso, facciamoci delle domande…

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