Vivere è come guidare

Vivere non è così difficile, è un pò come guidare la macchina: devi semplicemente spuntare. In salita. E piove. E hai le gomme lisce. La macchina non tiene il minimo. La scarpa bagnata ti scivola sulla frizione. E tu non hai mai guidato prima.

Ho trent’anni, e ancora non ho capito come si fa. A vivere intendo, non a spuntare. Quello l’ho imparato da ragazzino. A volte mi chiedo come facciano gli altri a “guidare”. Forse anche loro non lo san fare poi così bene, e semplicemente “fingono”. Perchè si, devi davvero fingere agli altri automobilisti di essere “più forte” di loro, sopratutto negli incroci. Forse è come apprendere la seconda lingua: o lo fai prima dei dodici anni, o più tardi potrai solo scimmiottarne il fatto d’esserne capace, manco fossi un Renzie che schisha di fronte alle telecamere. Forse dipende anche dalla strada che ti viene chiesto di percorrere, ma questo puzza di vittimismo, perchè tanto “la strada del vicino è sempre più dritta”, lo sappiamo. Magari dipende anche dalla tua macchina. Bukowski, Cobain, Basquiat hanno avuto una Ferrari, ed è per questo che la loro Vita è stata piena di incidenti. Beato chi viaggia la Vita sull’utilitaria: semplice, conforme, noiosa. Ma sicura. E facile. E poi a volte capita che guidi e ti ferma la polizia, e tu sei apposto, non hai nulla d’imboscato tra le mutande, le luci funzionano tutte, il triangolo è al suo posto nel cofano. Ma loro ti fan scendere dalla macchina, ti spaccano due manganelli addosso, e poi, tu ormai cadavere, dicono che “stava guidando ubriaco e drogato, chi fa Vita dissoluta merita questa fine”. Ma tu in realtà volevi solo tornare a casa dopo una bella serata. A volte invece capita che preferisci intraprendere un viaggio da solo, senza altre macchine a farti compagnia. Perchè hai paura le altre macchine ti possano ferire. Gli incidenti accadono, si sa. E a volte, addirittura, non vuoi manco qualcuno al tuo fianco. Perchè avere qualcuno con cui scambiare chiacchere e affetto è bello, ma significa anche rinunciare a una parte di te. Quella parte che mentre guida vuole tenere Punk in Drublik o Against the Grain a manetta sullo stereo, senza che quella persona a fianco ti dica “Ma ancora ascolti questa roba? Mettiamo la radio”.

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Guidare può far paura, ma lo devi fare. Anche quando vorresti rifiutiarti, e stremato dal troppo guidare ti parcheggi dove puoi, per riprendere fiato e ordinare gli umori, stai comunque guidando. Guidare è come leggere un testo di fronte agli occhi, non si può evitare di farlo. A volte sei così stanco che vorresti scendere, come qualcuno che conoscevi, di cui hai letto o visto in un film ha fatto, ma aprire quella portiera e scendere è difficile. Perchè è un gesto ultimo e senza ritorno. A volte hai paura di guidare, perchè non capisci davvero come facciano gli altri. Come facciano a sorridere, a relazionarsi, a scambiarsi liquidi biologici così facilmente, fare lo stesso lavoro per quarant’anni senza mai stufarsi. Anche tu a volte vorresti guidare quella macchina, su quella strada. Ma la macchina non la scegli tu, la macchina è come quando sei neo-patentato, quella che ti danno ti prendi. E t’accontenti.

Ho trent’anni, ed a volte mi sento ancora un neo-patentato. Forse non imparerò mai a capire come facciano gli altri a guidare con tanta serenità, senza il pensiero e la paura che alla guida ci si possa far male e, a ancora peggio, si possa ferire anche gli altri.  Ma intanto, finchè il motore è caldo, continuo per la mia strada. Perchè il rettilineo è sicuro, si sa, ma sono i tornanti ad essere divertenti.

“D’altronde non si può tacere
la voce che dice
che in fondo a quel mare
c’è un mondo migliore
E proprio quel giorno ti viene la voglia
di andare a vedere, di andare a scoprire se è vero
che il senso profondo di tutte le cose
lo puoi ritrovare soltanto guardandoti in fondo.
E un giorno qualunque ti viene la voglia
di andare a vedere, di andare a scoprire se è vero
che non sei soltanto una scatola vuota
o l’ultima ruota del carro più grande che c’è.”
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2 commenti
  1. saralucy ha detto:

    Che bella riflessione! Anche io non ho capito una mazza, ma comincio ad avere il forte sospetto che gli altri sappiano solo nasconderlo meglio 🙂

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    • Baku ha detto:

      Grazie Sara 🙂 Forse siamo in tanti a non guidare bene e/o semplicemente a non sapere dove si va, ma solo in pochi ad ammetterlo? Beh, questo pensiero sarebbe a suo modo rincuorante.

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