La Pantera Siamo Noi

5 dicembre 1989. Il Muro di Berlino è appena stato abbattuto, l’Italia si prepara ad ospitare i Mondiali di Calcio e i Pixies hanno da poco sfornato Doolittle.

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A Palermo, la facoltà di Lettere viene occupata dagli studenti. I giovani si stanno mobilitando contro la riforma Ruberti, che svalutava le facoltà umanistiche ed emarginava gli organi decisionali studenteschi. La mobilitazione si espande prima in quasi tutti gli atenei palermitani, poi in tutta Italia. Soprattutto a Roma, alla Sapienza, dove nelle vicinanze, la notte del ventisette dicembre viene avvistata una pantera, nel bel mezzo del centro urbano. Dopo avvistamenti e appostamenti, la caccia alla pantera da parte della polizia risulta vana, ed è a questo punto che due pubblicitari inventano lo slogan “La Pantera Siamo Noi” con il logo del Black Panther Party degli anni 60, e lo regalano agli studenti della Sapienza.

Nel gennaio 1990 la Sapienza viene completamente occupata, e le chiavi dell’istituto vengono prese simbolicamente dagli studenti. Fra i panterini di Autonomia Operaia della Sapienza ci sono tre ragazzi, che fondano gli Onda Rossa Posse. Il nome di questo gruppo sembrerà sconosciuto ai più, ma si tratta di uno dei primi collettivi hip hop del Bel Paese. Il neonato rap italiano è impegnato politicamente e molto vicino ai centri sociali; tanto che il primo singolo degli Onda Rossa, “Batti il Tuo Tempo”, diventa la colonna sonora delle rivolte.

L’esperimento degli Onda Rossa è il più visibile prodotto della scena romana di fine anni 80, e primo esempio di un genere musicale che si affiancherà a punk-hardcore e rave music come colonna sonora dei centri sociali. La strada ormai è segnata: è nato il rap militante. L’Onda Rossa si scioglie di lì a poco. Dalle sue ceneri nasceranno gli Assalti Frontali. Intanto la Pantera, riunitasi a Palermo in assemblea, comincia a usare il telefax, ma soprattutto Okkupanet: si tratta di un sistema antesignano ai social network, ed è il primo esempio di uso della rete come mezzo politico.

Ruberti, nel febbraio 1990, cerca di andare incontro agli studenti, concedendo, con alcuni emendamenti, parte dei poteri decisionali ai consigli degli studenti. L’ala moderata della Pantera, vicina al PCI, è sensibile agli emendamenti, mentre i giovani vicini ai centri sociali non fanno passare le proposte di Ruberti. È qui che si crea una spaccatura fra nel movimento, a cui seguirà un’ultima grande manifestazione a Napoli, ma senza una prosieguo, visto che il più grande movimento studentesco della storia recente d’Italia era ormai senza punti di riferimento.

L’ultima facoltà a smobilitare fu quella di Architettura di Palermo, nell’aprile 1990.

“A Palermo in centro
Non si passeggia la sera
Ma quanti giorni da leone
In cento giorni di Pantera”
(Gente Strana Posse, Amarcord)
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