La storia di come Manchester divenne la capitale giovanile d’Europa

Manchester, Regno Unito. Anno del Signore 1976.

La città è il tipico centro urbano della provincia inglese degli anni 70: orientamento prevalentemente laburista, case popolari a comporre la topografia urbana. Il regno di Elisabetta II sta vivendo una crisi senza precedenti, e i giovani si ritrovano senza lavoro, ad alcolizzarsi nei bar. Non c’è comunque nient’altro da fare a Manchester, tutti a letto al massimo alle 22:00.

sex76Il 4 giugno, però, qualcuno va a letto un po’ più tardi: al Lesser Free Trade Hall di Manchester ci sono i Sex Pistols. Il concerto è stato organizzato da Pete Shelley e Howard Devoto, due ragazzetti fra i più attivi a Manchester, suonano già del punk e si fanno chiamare “Buzzcocks”. A quel live dei Sex Pistols assistono soltanto 41 persone. Per la nostra storia sono già abbastanza. Bernand Sumner, Peter Hook e Terry Mason, che già suonavano col nome di Stiff Kittens. Poi lo avrebbero cambiato in Warsaw, poi in Joy Division e infine in New Order. C’è Mick Hucknall che poi avrebbe fondato i Simply Red. C’è Morrissey degli Smiths.

Quel concerto, che ormai è un cult, stava diventando l’ispirazione per un’intera scena cittadina. Ancora non lo sapevano, ma la maggior parte di quei ragazzi avrebbe composto, scritto e prodotto musica per tutto il decennio successivo. “The gig that changed the world”, così verrà chiamato quello storico live, aveva nutrito gli spettatori di sapere, potere e consapevolezza, e non avrebbe portato le band che si sarebbero formate subito dopo a una semplice emulazione del grezzo punk dei Pistols, ma ad una sperimentazione musicale continua.

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Fra gli spettatori c’è anche Tony Wilson, allora conduttore di “So It Goes”, programma musicale della televisione regionale di Manchester. Wilson cerca di risollevare Manchester dal grigiore musicale e giovanile, così nel 1977 crea la serata “Factory” al Russell Club, e nel 1978 fonda, insieme a Martin Hannett, la Factory Records, che raccoglie tutti i musicisti mancuniani emergenti del periodo. La Factory Records è qualcosa di nuovo nel panorama musicale britannico: Wilson non detiene nessun diritto sugli artisti, che hanno (testuali parole) “la libertà di incularmi come vogliono”, libertà simboleggiata dal famoso contratto col sangue firmato da Wilson ai musicisti della Factory. La casa discografica promuove la cultura e le arti in una Manchester che, a fine ’70 e inizi ’80, sta cambiando pelle: i neofascisti del National Front sfilano in città e per la prima volta un sindacato (quello dei lavoratori generali e dei trasporti) blocca l’Impero con uno sciopero.

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Nel maggio del 1980 Ian Curtis dei Joy Division si uccide, e la Factory sembra sull’orlo del disastro. Ancora non lo sa, ma la morte di Curtis, per Wilson, sarà un affare: punta tutto su due fratelli, Paul e Shawn Ryder, che si erano fatti notare prima soltanto per aver riempito Manchester di piccioni morti. Quei due schizzati (e drogati, aggiungerei) fonderanno gli Happy Mondays, e con quel suono innovativo che mischiava rock e dance avrebbero fatto la fortuna della Factory per un decennio. Così, con l’aiuto dei Mondays, Wilson fonda la Hacienda, il primo locale notturno di Manchester.Unknown-Pleasures-joy-division-12623677-1600-1200

È appena nata la disco music o, se volete, la cultura dell’ectasy, della cultura rave e dell’acid house. Gli Happy Mondays e gli Stone Roses avevano dato il via a un tipo di musica che spersonalizzava il gruppo musicale. Al centro dalla scena adesso c’è il dj, che non è più un semplice tecnico del suono, ma la celebrità a tutti gli effetti. È l’apoteosi e la beatificazione del ritmo. Manchester, alla fine degli anni ’80, è la capitale giovanile d’Europa e l’Hacienda è la sua mecca: qui cominciano la loro carriera Fatboy Slim, Chemical Brothers e Laurent Garnier.

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Purtroppo tutto ha una fine: i guadagni non sono abbastanza per la manutenzione del locale, e ovviamente Wilson non può vendere personalmente l’ectasy ai propri clienti. L’Hacienda chiede i battenti con un ultimo grande live, con la Factory che, come da contratto, non detiene nessun diritto sugli artisti e quindi lascia il locale e le attrezzature alla gente di Manchster.

Come avevano fatto i Sex Pistols quasi vent’anni prima, Wilson aveva gettato il seme dell’innovazione a dei giovani intraprendenti, che comicniarono a sperimentare grazie al suo esempio.

Due fratelli mancuniani, Noel e Liam Gallagher, che avevano fatto da roadie per gli Inspiral Carpets della Factory, fondano gli Oasis.

È l’alba del britpop.

Ma questa è un’altra storia.

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