Studentesse e mutandine

Per la natura dei contenuti riportati sconsigliamo la lettura ad un pubblico minorenne o facilmente impressionabile. Essi non hanno fine esortativo nè didattico. Vi ricordiamo inoltre che praticare sesso sicuro è utile non solo ad evitare gravidanze indesiderate ma anche alla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili.


Sono qua con Francesca (nome di fantasia), 24 anni, studentessa. Francesca qualche anno fa vendeva, tramite internet, la propria biancheria intima usata. La cosa mi ha incuriosito, e le ho proposto di fare una chiaccherata a riguardo.slip_mutanda_da_donna_000641F07_117_8157

Ciao, raccontami un pò, come sei venuta a conoscenza di questo “mercato” particolare?
Ne sono venuta a conoscenza grazie ad un servizio visto in tv. In quel periodo avevo l’autostima alle stelle, e l’idea di guadagnare facilmente mi faceva gola.

E come ti sei mossa per trovare i primi contatti, i primi acquirenti?
In realtà trovare dei contatti è stato facilissimo. Il vero problema, la cosa più ardua, era chiudere la vendita, perchè eravamo in molte, e tutte molto belle. Su quel sito avevi la possibilità di mettere le tue foto, e scrivere una minibiografia “invogliante”, poi gli interessati ti contattavano via mail. Raramente, però, chi era interessato si accontentava di acquistare un capo. Spesso queste persone volevano “il risultato” dell’eccitazione che loro ti provocavano via chat o per telefono. E la cosa per me non era facilissima, anzi: mai successo!

Dopo la prima fase, quella di “conoscenza”, come avveniva lo scambio?
Un normalissimo pacco postale. Con alcuni sono rimasta in contatto, li sento ancora oggi, e anche se ho scoperto chi sono, non voglio averci nulla a che fare nella vita reale, perchè la vita reale è tutt’altro. Alcune mie “colleghe” però so che effettuavano la consegna a mano.

Nessuno di loro ti ha chiesto un incontro di persona, anche solo per lo scambio dell’intimo col denaro?
Si in molti.

E tu come hai gestito la richiesta?
Mi sono sempre rifiutata. Anche se però devo ammettere che ad alcuni di loro mi sono affezionata. A volte si confidavano, uno addirittura diceva di essersi davvero innamorato.

Loro come gestivano l’esigenza di tutelare la loro vita “pubblica” rispetto a questa particolare esigenza, o desiderio, se così vogliamo definirlo? Questo genereva in loro rimorsi, sensi di colpa?
Molti erano sposati. La maggior parte nasconde questa ehm… “passione”? In effetti non è facile da capire. Però, penso che come gioco, nell’ambito della coppia, sia comprensibile. Forse se arrivi a spendere capitali è patologico. Ma alla fine non c’è niente di male, non fanno male a nessuno.

Eri maggiorenne allora?
Si, spero e anzi credo che sia vietato ai minorenni. Queste dinamiche devono accadere solo tra adulti.

Quali erano gli indumenti che tu hai venduto?
Prediligevano mutande “innocenti”, in cotone, forse perchè mi ero presentata come studentessa. Invece quando avevo incominciato, pensavo che avrebbero preferito cose più “spinte”, tipo perizomi.

Si guadagna bene? Lo consiglieresti ad una ragazza bisognosa di arrotondare?
Se sei brava e ci metti passione si, ma te lo devi far piacere davvero, e dare molte attenzioni al cliente. Vogliono una parte di te in tutti i sensi. Io sacrificavo anche una parte della mia vita privata. Era come avere molti fidanzati che ti chiedono “dove sei”, “cosa stai facendo” o che ti chiedono di fare qualcosa di preciso mentre indossi un indumento che decidono loro. Io spesso stavo a lezione, in università, e mentivo spudoratamente. Diciamo che è anche molto facile perdere le “commissioni”, o a volte rinunciavo io perchè le richieste erano assurde.

Quali sono le richieste più strane ricevute? E quando, se mai successo, hai dovuto bloccare qualcuno?
Beh mi chiedevano cose che per me erano inconcepibili, tipo indumenti sporchi di feci, oppure assorbenti usati. Là mi sono davvero resa conto dei miei limiti e di fino a dove e a quanto potessi dare. Certe richieste mi davano fastidio, mi sentivo abusata. Non so spiegarlo con chiarezza. Poi bloccavo soprattutto le sole (ndr: fregature), che ho imparato a riconoscere.

Ad esempio?
Sono quelli che ti chiedono foto e foto e poi spariscono. Tra noi ragazze avevamo creato un gruppo per segnalarli, quindi alla fine si sapeva chi erano i sola.

Hai intrecciato rapporti di amicizia con altre ragazze che si davano a questo “business”? C’era una sorta di rivalità o di solidarietà, tra di voi?
Io non competo per natura. Ho conosciuto molte professioniste del settore che facevano molto di più di me, soprattutto tante mistress, che praticamente vivevano solo di questo. Ma per loro era un’attitudine naturale. La cosa che mi stupiva di più è che in privato fossero molto dolci e protettive, quindi molto diverse dall’immagine che davano a tutti gli altri, sul lavoro.

Eri impegnata in qualche relazione sentimentale, in quel periodo?
Ai tempi avevo un fidanzato che lo sapeva, e lo accettava. Alcune foto me le aveva fatte lui. Stavamo insieme da poco, io mi sono presentata a casa sua con le valige dicendo che facevo questo, che quindi a volte avrebbe visto giri strani o che comunque dovevo stare attaccata al cellulare. Lui l’ha accettato, non facevo sesso con i miei clienti, e io ero cosi: se mi accettava bene, altrimenti niente. Spesso prendavamo per il culo i clienti, o lui stesso rispondeva ai messaggi.

Quando sei arrivata al momento in cui ti sei detta “basta, io qua mi fermo”, e perchè, dato che ti garantiva un guadagno?
In quel periodo penso aiutasse la mia voglia di sperimentare. Oggi, con la vita che conduco, certe conversazioni, o determinate cose, non le farei più. Credo d’aver smesso non per una questione morale, o non per come molte altre han fatto, per un uomo. Ho smesso perchè voglio fare tutt’altro. Quello è un mondo che ti assorbe, ti fa vivere sospesa in una realtà alternativa. Alla fine se ci credi davvero esci dall’anonimato e continui. Invece io ho preso delle scelte per cui quel lavoro sarebbe incompatibile, e sono felice così. Però non rinnego: è stata comunque un’esperienza formativa.

Precisando e ribadendo che si deve essere maggiorenni, sia per comprare che per vendere intimo usato, e che non c’è prostituzione, cosa consiglieresti ad una ragazza che volesse entrare in questo mondo?
Non fornire mai i propri dati sensibili, se un giorno si vuole abbandonare completamente questo mondo.

Al di là del denaro ti ha insegnato qualcosa questa esperienza?
Mi ha aiutato a capire che il lavoro non è quello che ti fa guadagnare, ma quello che fai con passione, perchè ci credi. Mi ha insegnato a lasciarmi andare, ma più che altro mi ha confermato che col sesso si ottengono tante cose.

Francesca, io e MdC ti ringraziamo per la disponibilità e ti auguriamo in bocca al lupo per tutto!
Grazie. Anche a voi!

Nota: l’immagine è presa da internet e non ha nulla a che fare con l’intervistata.

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