La chiamavano adolescenza

E’ luogo comune ritenere la fase adolescenziale “una fase di ribellione nella quale si cerca di mettersi alla prova”. Già in questa affermazione ci sono diversi errori di fondo: non possiamo dividere la vita in fasi, in quanto ognuno ha i propri tempi, che vive soggettivamente. E poi, se ci pensiamo bene, la nostra formazione continua anche un attimo prima di aver esalato il nostro ultimo respiro. L’adolescente, perciò, non deve aspirare a diventare nulla, ma ha bensì il diritto di viversi per ciò che è.

Seconda questione: l’adolescenza è un prodotto culturale, cioè creato dall’uomo, che va aldilà dei  cambiamenti fisiologici che attraversano il corpo di  ognuno di noi. Come viene spesso detto, ci troviamo in una società  liquida, che ci chiede di essere molte cose allo stesso  tempo. Quindi non basta fare un rituale, alla fine del  quale lo stregone ci da una corona di fiori in mano e ci  dice “Ehy, benvenuto nel mondo degli adulti!”. Una delle problematiche maggiormente dibattute oggi è la questione della dissolvenza dell’adolescenza, o  meglio il dilatarsi di questa età che, secondo gli esperti, si sarebbe prolungata fino a trent’anni. Qui il mio immaginario si scatena, con la figura della vecchia  zia che non perde occasioni per dirti “io alla tua età lavoravo, non stavo a casa di mammina e papino!”. Per una questione di bon ton non ho mai risposto alla vecchia zia, ma ora rispondo qui, a tutti i vari ed eventuali zii e nonni che hanno visto la guerra e genitori che vorrebbero vedere i figli emancipati: cari signori e signore, i tempi sono cambiati, e la colpa non è nostra.

Infatti l’età adolescenziale più che dilatandosi, va scomparendo, per mere questioni di mercato. Sostanzialmente i giovani sono inutili a questa società. Nessuno si diverte a non essere indipendente, e tutte le persone hanno un sano e fisiologico bisogno di volare via dal nido, ma, allo stato attuale, non è possibile. E non è neanche possibile, in qualunque situazione e cultura, lasciare che i giovani, in un momento così delicato, mettano alla prova se stessi, senza alcun aiuto, mediatore, che gli offra delle situazioni protette per imparare. Forse il primo passo sarebbe cercare di capire quali siano le paure caratterizzanti l’adolescenza, anzichè saltare a conclusioni superficiali ed etichettarla semplicemente come “l’età della stupidità”.

Vediamo, allora, cosa c’è dietro ai comportamenti “strani” dell’adolescente medio:

“Mio figlio si masturba dalla mattina alla sera, non fa altro”. No, tranquilli: vostro figlio non si sta allenando a diventare uno stupratore seriale, ma sia maschietti che femminucce, utilizzano la masturbazione, per ovviare alla fantasia di disintegrazione. Quest’atto serve infatti a tenere insieme le certezze (accumulate dall’infanzia fino a ora), che in un certo senso si stanno davvero sgretolando.

Può capitare che le ragazze abbiano rapporti strani con mutande e assorbenti”  (ci sono persino casi in cui vengono nascosti i corpi del reato, riesumati poi da madri allarmate per una questione igienico-sanitaria). Care madri: certamente dovrete trovare un accordo con le vostre figlie, ricordandovi, però, che una delle più grandi fantasie delle giovani in questa età, è quella di poter perdere degli organi interni durante il periodo del mestruo.

– Chiunque si ricorderà la leggenda metropolitana della ragazza rimasta incinta facendosi il bagno in piscina. Si, effettivamente fa ridere, ma queste, ed altre affermazioni simili (la rivista Cioè docet) sono dovute alla fobia, inculcata, della gravidanza indesiderata, e di tutto il terrorismo psicologico subito in quell’età così fragile. E non scordiamo che ciò è anche sintomo di una temporanea perdita di controllo del proprio corpo che sta cambiando, ed in cui non è semplice riconoscers.

innamo4– “Mia figlia passa troppe ore allo specchio, non vorrei prendesse una brutta strada”. Sviluppare una sana dose di narcisismo, fa bene alla personalità, e parallelamente non è certo normale una persona che punti tutto sull’aspetto interiore. Molti ragazzi si nascondono dietro alla corazza dell’intellettuale, solo per negare il loro corpo e le nuove sensazioni che non riescono a gestire.

– “Quelli con i piercing ed i tatuaggi sono tutti drogati”. Un buon 90% di quegli ornamenti vistosi, servono semplicemente per sentirsi “belli e unici come li vedeva la loro mamma”. È un comportamento inconscio, che li fa sentire a proprio agio.

index– La camera, il libro, il cellulare, sono tutti territori off-limits, in cui, ormai, l’adulto di turno, dovrebbe addentrarsi in punta di piedi. Esso rappresenta infatti il primo passo per crearsi un proprio spazio di rielaborazione che, gradualmente, gli farà guadagnare indipendenza fisica e mentale.

Tutti sappiamo che il lavoro del genitore non è facile, ma forse, a volte, servirebbe ascoltarsi ed ascoltare di più. Bisognerebbe essere presenti, e creare situazioni protette, per poter far sperimentare, cercando però sempre, al contempo, la giusta distanza: nè troppo vicini e nè troppo lontani, esattamente come i due porcospini cari a Schopenhauer. Bisognerebbe ricordarsi che responsabilizzando nei giusti modi un’individuo, permettendogli di esperire, questo, non sentendosi soffocare, avrà sicuramente meno bisogno di compiere azioni ecclatanti ed irresponsabili.

Bisognerebbe evitare pregiudizi e stereotipi, ricordandosi, che tutti, ma veramente tutti, ci siamo passati. Inoltre, gli adolescenti, vi saranno grati, se gli eviterete situazioni imbarazzanti, tipo questa.

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