Italiani brava gente

Gli stereotipi esistono ed ogni nazionalità ha il proprio. Ho visto italiani a Londra blaterare risposte, ogni volta che un inglese ripeteva “voi italiani mafiosi, voi italiani truffatori”. Di solito la vittima tira fuori argomentazioni sull’importanza del contributo italiano per quanto riguarda la nascita dell’arte e della letteratura. Già, “senza noi italiani voi inglesi sareste ancora là, a fare graffiti sui sassi”. Peccato che poi quelli (gli inglesi) siano andati avanti, e noi ci attacchiamo… alle scuse, per non essere volgari. Mi è capitato di ripensare, oggi, a quale popolo, Paese e nazione, di sciagurati e truffatori professionisti appartengo, proprio quando mi sono resa conto che la mia proprietaria di casa (vivo in affitto) ha elaborato milioni di scuse, pur di non porre rimedio ai gravi danni strutturali che la mia casa ha presentato.

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“Cogliona tu che paghi” mi dicono in tanti. Già, io ora potrei fare la furba, non  pagare,  e magari buttarle litri di calce nel gabinetto, così diventerebbe “occhio per  occhio,  dente per dente”. Ma io, da tapina, evito. Prediligo le vie legali, invece.  Paradossalmente allora quella che è sempre in errore sono io: se il comportarmi  rimanendo nella legalità, rispettando le regole del gioco, porta sempre ad uno  svantaggio, dovrei comportarmi anche io come gli altri, ed immergermi  completamente  nella giungla della vita italiana (perchè qui abito e da questo  ambiente traggo esempio). E allora, dovrei pensare in grande: perchè  accontentarmi di fare un piccolo dispetto ad  una proprietaria negligente?

Potrei incominciare a pagare i professori per poter superare, molto  facilmente,  esami universitari, potrei far passare una bustarella sottobanco e  superare così,  molto facilmente, un concorso pubblico, e potrei farvi un’altra  miriade di esempi. Ma  non lo faccio, e allora sono doppiamente stupida, perchè  così verrò sempre sopraffatta  da tutti quelli che lo fanno e continueranno a farlo.  Quella che sbaglia, sono sempre  io, insieme a tutti quelli che seguono le  regole, pagandone le conseguenze a caro  prezzo. Ma io non lo faccio, perchè,  per ogni azione vi è sempre una conseguenza,  anche se non immediata. Se tutti  pensassero alle conseguenze a lungo termine difficilmente compirebbero  determinate azioni con tanta facilità. Banalmente, chi ha attinto dai fondi pubblici  per anni, provocando buchi enormi e attualmente difficili da sanare, se solo avesse  pensato allo stato di emergenze che avrebbe provocato poi… oggi, forse, si  sarebbe fermato. Tutto ciò ha creato quel processo da cui è complicato uscire, che  nostra nonna, chiama “il cane che si morde la coda”. Perchè, dato che ora siamo in uno stato di emergenza, tutto è concesso, e tutti, nel loro piccolo, si possono concedere di raggirare le regole, prendere scorciatoie. Ed anche questo è sbagliato, perchè equivale a gettare benzina sul fuoco, e ad alimentare quell’idea, per cui, truffare è giusto. Alimenta quell’attitudine dell’italiano medio, che ormai è diventata inclinazione naturale, a corrompere e a cercare scappatoie. Ce lo siamo praticamente incollati nel DNA.

Io, invece, propongo di utilizzare tutte queste strategie che abbiamo imparato, per fare qualcosa di gravemente illegale, ma che serva a riportare uno stato di legalità, che ristabilisca, nella nostra cultura, nel nostro modus operandi, i concetti di meritocrazia e giustizia sociale. Io sto proponendo, ma per davvero, di insorgere, di essere considerati alla stregua di sovversivi, attentatori dello Stato. Ma non nel senso di “criminali”, io parlo invece di chi, ad esempio, si occupa della madre che non sa come arrivare a fine mese, chi aiuta il barbone che dorme in stazione, dello studente che non ha soldi per concludere i propri studi. Ho citati solo pochi di quelli che, ogni giorno, subiscono ingiustizie, per colpa di chi è disonesto.

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 Questa sarebbe un’azione illegale, perchè al giorno d’oggi, le pari opportunità e la cittadinanza attiva sono tali solo sulla carta, e chi si comporta rimanendo nella legalità, come già detto sopra, ne paga a propie spese. Io mi prendo tutte le responsabilità nel dichiarare che, anzichè continuare a sopravvivere e a galleggiare con l’acqua che ci arriva alla gola, con piccoli espedienti per poter tirare avanti, è preferibile una rivoluzione, una rivoluzione culturale, una rivoluzione che spazzi via i dinosauri obsoleti che rimangono ben comodi nelle loro postazioni. Una rivoluzione che cambi, forse con modi cruenti e repentini, lo stato delle cose, una rivoluzione che attraverso l’illegalità, porti ad uno stato di legalità, in cui le fasce protette siano davvero tali, in cui chi davvero merita, possa ricevere il premio tanto agognato. Una rivoluzione in cui, chi segue le regole e sta dalla parte della legge, non venga penalizzato. Per arrivare ad una società in cui tutti possano auspicare ad ottenere quelle cose, che non sono certo dei beni inutili, impostici dalle regole del consumismo. Io parlo del diritto alla casa, e a costruirsi una vita dignitosa.

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Forse così il popolo italiano, potrebbe veder nascere i fiori dal letame, forse così l’illegalità che pervade il nostro Paese potrebbe avere un’accezione positiva.

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