Meno di niente

Qualche giorno fa, mentre andavo in giro per i corridoi della biblioteca della mia vecchia Università, ho incontrato per caso il mio relatore. Tra la mia tesi magistrale e oggi sono passati qualcosa come tre anni e sblisga, e in mezzo c’è stato di tutto. In quel periodo l’avevo sentito di rado, perlopiù per consultarlo su qualche problema: di fatto, però, penso che non fosse dettagliatamente informato su tutto quel che avevo fatto. L’ho salutato di cuore, perché è persona e insegnante che stimo; dopo i convenevoli, gli ho raccontato che, a dottorato ormai finito (dottorato che ho fatto in un’altra città non lontana), sono tornato a casa e sto facendo domande un po’ dappertutto. Ero ansioso di poter fare due chiacchiere, parlare del futuro, ricevere consigli. Il prof mi guarda e mi chiede a che punto sono con il TFA. Domanda strana. Possibile che non sappia? In fondo è l’Università che se ne sta occupando. Sicché mi tocca prendere un respiro e rispondere che non l’ho fatto.

527bd39f5de10_immagine_standard_dottorati

Fa una faccia come se gli avessi pestato un piede, la fronte corrugata in una smorfia di dolore. Io cerco di non agitarmi e mantenermi lucido, e gli rispondo con calma che non è la mia strada; non è un mestiere che mi interessi fare. Ma il prof. continua a guardarmi con dolore e mi ammonisce, dati i tempi che entrambi conosciamo, a tentare in tutte le direzioni. Io continuo a sforzarmi di stare calmo e ribatto che sono d’accordo, ma l’insegnamento al liceo proprio non è il mio mestiere; ho avuto dieci anni per pensarci, e le mie idee in merito non sono cambiate. Aggiungo, perché non pensi che sono un illuso, che so benissimo che in Italia non c’è nulla per me, e che sono ormai rassegnato ad emigrare. Uno zuccherino con cui speravo che il cavallo si calmasse, ma no. Mentre se ne va, continua a ripetere che non bisogna chiudersi ‘pregiudizialmente’ (avverbio suo) alcuna strada; che tutti hanno fatto il TFA, e pertanto è bene che anche io lo faccia, per lasciarsi aperta quella strada. Io gli stringo la mano, lo saluto e ci separiamo.

Ora, è vero che in effetti ho organizzato una difesa fin troppo semplice. Gli ho detto ‘non è la mia strada’, ma questo è generico. Non gli ho elencato tutte le mie motivazioni per non voler fare l’insegnante; motivazioni che si dividono in due ordini (due ideali e due materiali), e che ho imparato ad esporre in un discorso di dieci minuti, allenandomi davanti allo specchio (gli insicuri fanno anche di peggio). Non gli ho detto che ho in programma di fare quattro domande per posizioni accademiche all’estero da qui fino a marzo (e non ho nemmeno il titolo: discuterò a febbraio). Non gli ho nemmeno detto che entro Natale potrei ricevere una ghiotta offerta. Insomma, con quelle due frasi che ho lasciato cadere, uno poteva anche non fidarsi e pensare che io fossi un pazzo scriteriato. Ma d’altronde, uno poteva chiedere. E avrebbe scoperto che, per quanto sia un rischio non fare il TFA, nel mio caso è perlomeno un rischio calcolato. Uno poteva chiedere, se gliene fosse fregato qualcosa.

E qui veniamo al punto. Sono otto anni che conosco questo prof., e in quanto laureando ci ho avuto a che fare per un anno intero, l’anno appunto in cui mi sono laureato, e nei tre mesi successivi alla laurea, quando correvo per il dottorato. In otto anni, non ho mai ricevuto il benché minimo incoraggiamento a intraprendere la strada della ricerca, in Italia o all’estero. Non c’è mai stata anche solo la minima compartecipazione emotiva alla mia condizione. Quando fallii il concorso per Pisa, Trento, Padova eccetera, mi sentii rispondere quietamente che il dottorato andava preso ‘con spirito sportivo’, “e ti segnalo che a febbraio forse parte il TFA”. Non sono tanti gli studenti che fanno questa strada, sicché mi è sempre parsa strana una simile chiusura a muro. Ho preso un dottorato sotto il suo naso, senza sfruttare il suo aiuto, e di questo avrebbe potuto perlomeno andare fiero. Dopo tre anni torno, e in cinque minuti di conversazione non mi sento parlare di altro che di un concorso per andare a insegnare a scuola ― qualcosa che non voglio fare ― e dei vantaggi di ‘tenersi aperta ogni strada’: discorso inutile, perché tanto è troppo tardi per farlo, questo benedetto TFA: la prima prova è stata due mesi fa. Su cosa mi sia successo in questa città dove sono stato, su cosa abbia imparato, su cosa io progetti per il futuro, non si è fatto il minimo cenno, perché evidentemente non gliene può fregare di meno.

phdcomics

Posso pensare due cose. La prima: pensa che io non sia in grado di continuare questo mestiere, e mi incita all’insegnamento. La seconda: mi ha preso per un questuante, uno che ha finito il dottorato e viene a chiedergli un posto o una borsa di studio, e che va congedato il prima possibile, come quando si avvicina un venditore ambulante e non fa in tempo a salutarci che noi rispondiamo: “non ho niente”. La prima opzione mi fa salire un’ansia terribile (sono un’incompetente, tu l’hai sempre saputo e non me l’hai mai detto? E io finora cos’ho fatto? Ho sprecato il mio tempo?); la seconda mi fa sentire profondamente umiliato. Volevo fare due chiacchiere, non chiedere un favore, e pensavo fosse ormai chiaro che, se in tre anni non ho chiesto niente, non chiederò niente nemmeno in futuro.

In entrambi i casi, il messaggio per me, come per tanti studenti che hanno cominciato questo cammino, è lo stesso: sei solo.

 

Annunci
2 commenti
  1. Che facoltà e che corso di laurea hai seguito? In che città? In quale università? Non tutto il mondo è paese..

    Mi piace

  2. F_Chiovo_Nail ha detto:

    I0che corso di laurea hai seguito? Il dottorato? In che città e quale università? Non tutto il mondo è paese..

    Mi piace

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: