Dietro al DNR: il retroscena di una Guerra Mondiale

Le regioni dell’est Ucraina di Lugansk e Donetsk sono l’epicentro di quello che, se non ostacolato, si trasformerà in una nuova Guerra Mondiale. Queste sono attualmente assediate dai terroristi russi che “governano”, con ben poca destrezza e grazia, i rispettivi abitanti. Mentre l’idea, pressoché collettiva, che si sta viralmente diffondendo in internet definisce Putin un Messia anti-fascista e le povere masse di sinistra (ma anche di destra, eh) vengono ingannate dalla propaganda diretta dal Cremlino, centinaia di persone vengono incarcerate ingiustamente. Per essere arrestato dai terroristi del DNR (un’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk), come adesso leggerete, non serve essere un attivista o un militare, ma semplicemente fare qualcosa di leggermemte sgradevole o non stare simpatico ad un tuo vicino di casa.

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Per ovvi motivi di sicurezza, per adesso, terrò ben celata l’identità della persona di cui narrerò la storia. Di prima mattina vennero a prenderla di casa, utilizzando la scusa di essere dei vicini del piano di sopra, dicendo che stavano allagandole casa. Dato che già da un paio di mesi la sessantenne originaria dell’est Ucraina viveva sola nel palazzo, al sentire questo pretesto, si allertò. Dopo aver insistito, decisero barbaricamente di sfondarle la porta, confiscare oggetti come viodeocamera e telefono, e portarla alla “centrale” senza un’accusa precisa. La videocamera sequestrata era di inizio 2000, una di quelle che ancora registrava su cassetta, pratica e semplice all’accensione; ma sfortunatamente non per loro. Data quella che definirei scarsità di esperienza (o di quoziente intellettivo) non riuscirono ad accendere lo strano apparecchio di registrazione, e la portarono in quella che può essere definita una Sede Centrale. Offrendo così gentilmente all’anziana signora un modesto viaggio in bagagliaio, con il sacco in testa. Alla sede, delle menti più all’avanguardia riuscirono a far funzionare la videocamera, scoprendo dei semplici filmini di famiglia: tipici video di vacanze e situazioni bizzarre.

Dopo varie umiliazioni psicologiche, minacce, schiaffi con giornali arrotolati ed acqua rovesciata in testa, decisero di rinchiuderla,  senza avere reali capi d’accusa, per “Possedimento della carta stradale cittadina” (una cosa per loro anomala, evidentemente.) Venne chiusa così in una cella condivisa, senza letti, con addosso una semplice camicia da notte. Tra i molti compagni di cella, vi erano un ragazzo di appena vent’anni, picchiato, e poi giustiziato per il possedimento di un AK-47.

ukraine_militaryUn trentacinquenne, malmenato perché parlava la sua lingua d’origine, quella ucraina. Infatti, mentre il web ci accusa ingiustamente di vietare e detestare la lingua e la cultura russa, non viene dato rilievo alla componente drammatica della storia ucraina, ovvero l’Unione Sovietica. Durante questi periodi bui dell’umanità, Stalin ed i suoi seguaci provarono a reprimere la nostra cultura e la nostra storia, ma senza fortunatamente riuscirvici. Così, nel 2010 (decenni dopo la caduta del Muro di Berlino), mentre nelle nostre scuole si studiavano le opere di Taras Shevchenko (il massimo esponente della letteratura ucraina) ed in egual modo quelle dei poeti russi; nella stessa Madre Russia, Lev Tolstoj (l’uomo che tramite le sue opere fece conoscere la Russia al mondo, morto nel 1910) veniva processato e vietato per la sua contrarietà al regime.

Nelle celle v’era era poi un prete accusato di propaganda ucraina, il quale, dopo aver donato loro l’automobile di sua proprietà, venne giustiziato. Poi un Testimone di Geova, picchiato per le stesse accuse, lasciato per tre giorni in miniera, solo ed in fin di vita, a 200 mt di profondità. Una delle cose, a mio parere, tra le più paradossali, è che a causa della lobotomia effettuata dai media russi sulle moltitudini, tanti dei prigionieri continuavano a sostenere il DNR perfino durante il periodo di detenzione. Una delle punizioni ideate dai separatisti, è definita  “Mani sull’Estintore”: il prigioniero, senza conoscere le regole del “gioco”, doveva porre entrambe le mani sull’estintore e subire cinque colpi di mazza sul fondoschiena. Il conto ricominciava quando il malcapitato rimuoveva le mani. Tra le tante vittime di questo sadismo vi era una ragazza, anche lei separatista, sequestrata dopo le denunce del vicino; il quale evidentemente non gradiva la musica proveniente, dall’appartamento della giovane donna, durante le 15:00 di quella giornata d’agosto. La ragazza separatista denunciò le torture. Il giorno dopo, bruciò viva assieme alla sua casa. A questo punto i terroristi decisero di ridurre le pratiche sadiste, per la paura di una notevole risonanza mediatica. In compenso però, per sopperire all’assenza di divertimento, pensarono bene di non dare più da bere né da mangiare ai detenuti. Durante i giorni di detenzione, la disidratazione e la scarsa igiene del luogo provocarono alla nostra sopravvissuta degli sfoghi violenti sulla cute. Così, per la paura collettiva di un probabile contagio, venne finalmente rilasciata. Torture, dottori che servono esclusivamente a curare le ferite provocate dai pestaggi, permettendo così ai detentori di prendersi nuovamente gioco del detenuto, denigrazioni psicologiche, capelli rasati, insulti e comportamenti disumani.

20140825POD-slide-Z3ZI-jumboCi accusano di fascismo, pratiche naziste e  xenofobia, senza rendersi conto di quanto la propaganda del Cremlino ribalti le informazioni riguardo i fatti a proprio piacimento. Oramai il mondo è diventato un unico involucro anti-fascista ed anti-comunista, che riduce l’umanità a due gruppi distinti (forse) per ideologie, ma uguali nella pratica. Non esiste più il fattore Umano della rivoluzione, l’aspirazione alla Libertà, ma un’unica morale: che può soltanto essere o di Sinistra, o di Destra. Se non appoggi la Sinistra sei un fascista, se non appoggi la Destra sei un comunista. E se non appoggi nessuno dei due non sei degno di nota, in quanto Ignavo. Queste sono idee sopravvissute, senza meritarselo, alla Guerra Fredda. Dovremmo renderci conto invece che non esistono più tali inutili distinzioni, le quali servono soltanto a dividere l’umanità, più di quanto già non lo facciano le frontiere. Colgo l’occasione per citare Winston Churchill “I fascisti del futuro chiameranno sé stessi anti-fascisti”.

È questa, dunque, la realtà dei fatti. Ed è questo ciò che accade dietro le quinte di un grande e terribile spettacolo: Il Conflitto Mondiale.

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2 commenti
  1. fausto ha detto:

    Hmmmm….Di bravi ragazzi nelle guerre civili non ce ne sono, che sappia io. Esattamente come nel caso della guerra civile che dilaniò l’Italia dopo l’8 settembre. La vera questione è piuttosto quanto durerà stavolta: l’inverno si avvicina velocemente.

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    • Purtroppo sembra proprio che non voglia fermarsi, mentre il rischio di un coinvolgimento mondiale aumenta.
      Per quanto riguarda l’inverno, detto con leggerezza, non credo che per noi sia un problema. Sia ucraini che russi vivono per mesi a temperature che raggiungono i -30°, abbiamo le nostre precauzioni (lo dico per esperienza, dato che il freddo secco lo sopporto perfettamente).

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