In principio v’era il caos

Corruzione e dispotismo, mafia ed idiozia nostalgica post-sovietica; furono queste le ragioni che portarono alla drammatica situazione in cui attualmente versa l’Ucraina.
Ma andiamo con ordine. Dopo massicci movimenti popolari, manifestazioni contro stupri avvenuti da parte di corpi militari e abitazioni ingiustamente confiscate, le cause delle rivolte mutarono in qualcosa di molto più grande. Da un paio d’anni, infatti, l’allora presidente Yanukovich cercava di portare l’Ucraina, attraverso una serie di dure riforme, a una stabilità economica sufficiente ad annetterla all’Unione Europea. Nei giorni in cui le manifestazioni iniziarono a fermentare, Yanukovich avrebbe dovuto firmare il contratto che avrebbe permesso di compiere il primo passo verso l’UE. Ovviamente già la coniugazione verbale che ho usato poche righe sopra sottintende la mancata realizzazione del progetto. Questo ebbe come conseguenza una massiccia ondata di manifestazioni studentesche, che si sono viste portare via la speranza di un futuro florido.

La notte fra il 29 ed il 30 novembre 2013  vennero ordinati pestaggi di repressione delle rivolte; furono molti i feriti e 30 i dispersi, dei quali, si vocifera, i corpi siano stati seppelliti in boschi non molto distanti dalla capitale. Qua di seguito uno dei video che documentano le violenze. Già il mattino seguente più di 100.000 persone provenienti da tutta l’Ucraina scesero a piazza Maidan; lo slogan era “I colpevoli devono pagare”. Gli spargimenti di sangue continuavano, mentre Yanukovich accettava i 15 miliardi  offerti “gentilmente” da Putin.

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Ora, perfino il più menomato capirebbe che, quando la tua nazione è stata repressa per più di un secolo da uno stato con patologiche manie di grandezza e di espansione, e finalmente gli si presenta l’occasione di scampare alle opprimenti e luride mani di Vlady, è più che lecito che questa non se ne rimanga con le mani in mano mentre viene sviscerata. E invece no! Perché la demenza collettiva pensa che, qualunque sia l’idea, se non appoggia il falso comunismo sovietico, è Fascista, quindi va debellata. Tornando al nostro discorso: mentre la propaganda del cremlino esponeva le proprie assurde idee di complottismo occidentale contro la sacra “grande” madre, le rivolte continuavano e le forze armate avevano ricevuto il permesso di sparare alla folla, che come assurdamente affermano i media russi, veniva finanziata dagli Stati Uniti, nonostante si difendesse con semplici bastoni, scudi di legno e materiali racattati in giro per la città. I manifestanti divennero gradualmente più di un milione ed il governo, spaventato, ebbe la geniale idea di riformulare la costituzione, ideando leggi che superano ogni limite dell’idiozia.
Qui di seguito ne elenco qualche paio:

  • Divieto totale di manifestazione.
  • Le persone che aiuteranno economicamente le manifestazioni verranno punite con multe e fino a 3 mesi di reclusione.
  • Le persone che diffonderanno informazioni su giudici, politici e forze dell’ordine verranno punite con 5 anni di reclusione.
  • Divieto di transitare con più di 5 automobili.

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Questo non fermò le rivolte ma, anzi, contruibuì al renderle più solide e potenti. Dopo la fuga di Yanukovich e dei più corrotti funzionari di stato e dopo un breve periodo di governo provvisorio in vista delle elezioni, venne eletto il presidente Poroshenko. L’Ucraina così vedette comparire di fronte ai suoi occhi la minaccia che fin dall’incipit, anche se sottobanco, incombeva sul suo destino: la Russia di Putin.

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